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LA SCOLIOSI: non sottovalutiamola!

Informazioni non veritiere e  a volte terroristiche sul problema della scoliosi spesso  creano  scompigli nelle famiglie, nonché traumi psicologici anche ai ragazzi. In qualità di docente incaricato presso l’Università degli Studi Palermo Cattedra Medicina dello Sport nel Master di Posturologia e Biomeccanica, e in qualità di docente di scienze motorie, Fisioterapista, Posturologo e Chiropratico, cercherò di  fare chiarezza su quest’alterazione muscolo-scheletrica, a volte tanto discussa, a volte sottovalutata, mentre altre volte trattata con eccessivo accanimento terapeutico. Quando si parla di Scoliosi è obbligo rifarsi alla letteratura mondiale. La letteratura mondiale fa un netto distinguo tra “Atteggiamento Scoliotico” e Scoliosi.

Quando si parla di atteggiamento scoliotico, si parla di tutti quegli atteggiamenti posturali non corretti che il bambino assume giornalmente. Tali atteggiamenti non sono delle vere e proprie alterazioni dello scheletro osseo o del sistema muscolo-legamentoso, ma sono dei vizi posturali, che a lungo andare se non corrette si possono esprimere con dei danni estetici. La letteratura ortopedica li definisce con il termine “Paramorfismi”, quindi alterazioni paranormali delle forme corporee caratterizzate da un modesto allontanamento dalla norma, presi in tempo possono essere suscettibili e riducibili  di correzione mediante la  ginnastica correttiva, oggi chiamata anche rieducazione posturale o ginnastica adattata e compensativa. I paramorfismi sono caratteristici dell’età scolare, dal periodo prepuberale alla pubertà vera e propria, in termini anagrafici coincide dagli 8 ai 12 anni, età in cui i bambini purtroppo si allontanano dai controlli del  medico pediatra, anche perché a quest’età non presentano il rischio delle malattie esantematiche, otite, “bronchitella”,  per cui i genitori, più rilassati, ignorano il pericolo della scoliosi, non sottoponendo i ragazzi al controllo medico periodico, controllo di estrema importanza. Può essere imprudente infatti sottovalutare l’importanza del paramorfismo per le gravi conseguenze che possono derivare da una trascuratezza a prima vista banale e/o da una diagnosi frettolosa e superficiale. Una  alterazione posturale che insorge nel periodo delicatissimo della crescita, spesso è un campanello di allarme, ed è consigliabile non ignorarlo. Sarebbe opportuno una visita medica o almeno una  valutazione  posturale per capire se il bambino cresce con una postura armoniosa o meno. La prevenzione  dei paramorfismi nell’età scolare assume un ruolo  importante nella profilassi per la salute  generale dell’organismo. Secondo la legge del carico di Delpech, le forme paramorfiche  non trattate, possono costituire il presupposto di una anomalia della  distribuzione del carico stesso, con l’alterazione dell’osteogenesi nelle zone di accrescimento dello scheletro. Ne consegue il rischio che, l’atteggiamento scoliotico si strutturi, creando delle gravi alterazioni scheletriche: “Dismorfismo”. In  altre parole, un vizio posturale trascurato può diventare una vera e propria deformità con danno non solamente estetico ma con modifiche di strutture non limitate all’apparato osteo–articolare.

Quando si   parla di “Scoliosi”  non si può non citare il Prof. Renè Pedriolle, tra i più grandi studiosi al mondo di tutti i tempi, e io sono onorato di averlo conosciuto personalmente. Renè Pedriolle nel suo studio tridimensionale riferisce che “la Scoliosi” è una deformazione antero-posteriore in lordosi, generata da un movimento di torsione, questa deformazione si esprime lateralmente. E’ una curva tridimensionale”. Ancora oggi la letteratura riferisce che, quando si parla di scoliosi si parla sempre di “Scoliosi Idiopatica Evolutiva”, significa che tutt’oggi della scoliosi si conosce soltanto la punta di un “Iceberg”, non si conoscono le cause, si sa che è un problema genetico e spesso ereditario, la letteratura suggerisce anche che tutti i genitori che presentano una scoliosi  dovrebbero prestare maggiore attenzione sottoponendo i loro figli a controlli periodici nel periodo del picco puberale. La scoliosi idiopatica è evolutiva, quindi tende sempre al peggioramento. Per questi tipi di scoliosi non più posturali,  il solo trattamento correttivo con la ginnastica è limitato e non soddisfacente, per cui bisogna ricorrere ad una diagnosi precoce Ortopedica o Fisiatrica e spesso ricorrere ad un bustino ortopedico, confezionato come un abito su misura. A questo punto interviene anche il Posturologo  che conosce bene il gioco delle catene muscolari ed avendo la possibilità di valutare i compensi posturali,  può creare un piano di lavoro correttivo personalizzato al fine di  correggere la curva  o almeno limitarne i danni. Il grande terapeuta Marcel Bienfait riferisce che: “la gravità della scoliosi non è generalmente nella sua causa iniziale, ma nel suo grado di evoluzione. Non si deve aspettare che la scoliosi si istauri per trattarla”.

Altri passi della letteratura mondiale riferiscono che: Tutte le scoliosi anche le più gravi, sono state delle piccole curve. Se interveniamo con le cure adeguate, quando ancora sono lievi, ben difficilmente si renderà necessario ricorrere a trattamenti lunghi, intensi, lesivi e non sempre soddisfacenti.

Nei miei  studi trentennali con esperienza e casistica non  indifferente posso dire che, i ragazzi che hanno seguito un serio percorso rieducativo  hanno avuto dei grossi vantaggi, coloro che invece si sono affidati alla moda, ai mass-media,  ad internet etc… hanno avuto un aggravamento. “La scoliosi fino a qualche anno fa non la conosceva nessuno oggi, in questo mondo globalizzato tutti sanno tutto, anche le cicale che cantano sugli alberi conoscono i rimedi per correggere la scoliosi”. Rieducare una  scoliosi è un lavoro serio! Pertanto, occorre affidarsi a dei professionisti qualificati.

Con grande umiltà mi trovo concorde con il grande Prof.  P. Stagnarà il quale afferma:   “la scoliosi va diagnosticata da tanti ma curata da pochi”, e ricordo sempre con piacere le parole dell’illustre Prof. Paolo Sibilla che ripeteva sempre  durante le sue lezioni: “Nelle scoliosi nessuno è maestro tutti siamo Allievi”

Prof. Dott. Carmelo D’Amanti

Pubblicazione su: AVIS IBLEA
Anno XXX – n. 1 8 Inverno 2014

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